La didascalia che sento di poter dare alla giornata di oggi é: il crollo di ogni aspettativa che sostiene il vecchio ordine della realtà.
L’aspettativa, ossia l’aspettare per guadagnare tempo, quel (falso) tempo che é sempre più insufficiente e indisponibile per servire le esigenze della Vita vera ed autentica.
Esercitando l’aspettativa, un soggetto dichiara implicitamente: “questo non é il momento per essere veramente me stesso, lo sarà (forse) più avanti”. Così facendo partecipa alle false promesse di una vita più autentica in futuro, cedendo parte della sua autonomia ad eventi successivi che non lo riguardano.
Mediante l’aspettativa, vengono sostenute circostanze e stili di vita che distraggono continuamente dal momento presente, l’unico in cui é dato vivere veramente. L’aspettativa funge da pretesto per non occuparsi di se stessi, della propria interiorità ed integrità, della propria capacità di farsi emozionare dalla Vita.
In molti casi l’aspettativa ha anche inquinato e confuso la speranza, quel filo sottile che consente di ritrovare la propria fede/fiducia quando viene persa. In questo modo molti individui che hanno viste disattese le loro aspettative hanno creduto di perdere anche la speranza, con il risultato che adesso non sanno più come ritrovare la loro fede/fiducia e si sentono definitivamente persi.
Nell’economia della luce, l’aspettativa é come un prestito con interesse. La cessione della propria autonomia in cambio di una promessa, la promessa di avere in restituzione in futuro qualcosa in più di quanto si sta cedendo/prestando. Il credere che quella promessa verrà certamente mantenuta é stato raramente messo in discussione, ma adesso questa credenza di base si sta sgretolando.
E’ veramente conveniente cedere il proprio potere – un evento certo ed attuale – in cambio di una promessa che non ci appartiene – un evento non certo e futuro?
Energeticamente parlando, lo scambio tra una certa tangibile quantità di autonomia ed una fatua promessa – per quanto “promettente” possa essere – non é equilibrato, e presenta, con maggiore evidenza a lungo termine, un bilancio molto sfavorevole per il soggetto che presta.
Il Corpo é sempre più consapevole che l’aspettativa é assolutamente illusoria, mentre invece é reale, integra ed autentica la sensualità del momento presente. Il Corpo non é assolutamente interessato a mantenere in vita le aspettative, perché desidera invece sperimentare ed occuparsi delle varie facce della sensualità man mano che essa si espande nell’esistenza.
Le aspettative sono destinate a dissolversi – in modo più o meno gentile – per fare posto ad una maggiore autonomia e capacità di vivere la sensualità del momento presente. I falsi e fragili pilastri portanti dell’attuale stile di vita, tutti invariabilmente basati sulle promesse e le aspettative dell’illusorio “fai adesso così e sarai (forse) domani colà” dovranno essere sostituiti da nuovi e robusti pilastri autentici fondati con il Reale e corporeo principo del “fai ciò che in questo momento i sensi ti dicono essere giusto ed appropriato per te”.
Man mano che vedremo crollare i vecchi pilastri, teniamoci ben saldi ai corrimani offerti da questa eccitante prospettiva…
Dopo alcune settimane di “silenzio stampa” oggi sono quì a condividere la condizione della difficoltà, caratteristica di questo periodo, di mettere a terra tramite le parole le mie percezioni. Sento molta caoticità nell’aria, e molte delle cose che riesco ad agganciare poco dopo mi sfuggono, si scollegano dal mio interesse oppure si dissolvono.